mercoledì 15 marzo 2017

PERCHE' E' MEGLIO NON CARICARE LO SMATHPHONE SU UNA PRESA PUBBLICA

Facciamo un esempio pratico! Sei in aeroporto, il volo è in ritardo e l'iPhone "sta per morire". Quante volte succede?  Della serie: «La probabilità che qualcosa accada è inversamente proporzionale alla sua desiderabilità!» Effettivamente, volendo applicare la legge di Murphy al concetto di reperibilità telefonica, oseremmo dire che ogni volta che serve DAVVERO il cellulare carico di batteria risulterà scarico. Magari non proprio ogni volta, ma spesso! Per fortuna abbiamo imparato la lezione e abbiamo sempre con noi un caricabatterie. Ormai non è così difficile trovare una presa per ricaricare il proprio smathphone in molti luoghi pubblici, ma bisogna stare attenti!

                                                                                      
 L’esperto di tecnologia Michael Bruemmer, che lavora per la società americana Experian, è stato intervistato dal sito Purewow.com. Egli sostiene che collegare il proprio caricabatterie a una presa pubblica potrebbe compromettere il cellulare e soprattutto tutte le informazioni contenute in esso. «Pensate a quando collegate un telefono al computer utilizzando il cavo di alimentazione. È possibile scaricare tutti i dati, foto, video, applicazioni, note vocali, ecc. in pochi minuti. Ecco, pensate ora cosa potrebbe succedere attaccando il telefono a una presa pubblica! Virus a parte, immaginate quanti hacker potrebbero agganciare tutti i vostri contenuti altrettanto rapidamente». Questa probabilità viene alimentata soprattutto se si usa una porta USB pubblica (vedi aeroporti e auto a noleggio, per esempio) Quindi attenzione sempre a come ci muoviamo e se siamo in giro e abbiamo assolutamente bisogno di caricare il nostro smarthphone, valutiamo bene il luogo in cui ci troviamo, prima di commettere qualche errore che potrebbe costarci caro!!

martedì 14 marzo 2017

COME E' DIVISO IL PRODOTTO INTERNO LORDO NEL MONDO


Secondo gli ultimi dati della Banca Mondiale a Febbraio, gli Stati Uniti restano ancora la nazione con la più grande economia del mondo.


Il prodotto interno lordo (PIL) degli Stati Uniti è quasi un quarto di quello mondiale (24,3%), quasi il 10% in più rispetto alla Cina (14,8%) e il 18% in più rispetto al Giappone (5,9%)

Ecco la classifica delle prime 10 nazione con il più alto PIL:

1- Stati Uniti (18.030 miliardi di dollari)
2- Cina (11.000 miliardi di dollari)
3- Giappone (4.380 miliardi di dollari)
4- Germania (3.360 miliardi di dollari
5- Regno Unito (2.860 miliardi di dollari)
6- Francia (2.420 miliardi di dollari)
7- India (2.090 miliardi di dollari)
8- Italia (1.820 miliardi di dollari)
9- Brasile (1.770 miliardi di dollari)
10- Canada (1.550 miliardi di dollari) 

Come si divide il PIL mondiale



















A livello continentale, però, la vera dominatrice è l'Asia: essa rappresenta da sola più di un terzo del PIL mondiale (33,84%) e supera di molto il Nord America (27,95%). L'Europa è al terzo posto e conta oltre un quinto del PIL mondiale (21,37%). Insieme  rappresentano l' 83,16% del Prodotto Interno Lordo mondiale!
Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Banca Mondiale a febbraio, gli Stati Uniti restano la più grande economia del mondo. Il prodotto interno lordo degli Stati Uniti è quasi un quarto di quello mondiale (24,3%), quasi il 10% in più rispetto alla Cina (14,8%) e il 18% in più rispetto al Giappone (5,9%). Questi primi 10 paesi del mondo: Stati Uniti (18.030 miliardi di dollari) Cina (11.000 miliardi di dollari) Giappone (4.380 miliardi di dollari) Germania (3.360 miliardi di dollari) Regno Unito (2.860 miliardi di dollari) Francia (2.420 miliardi di dollari) India (2.090 miliardi di dollari) Italia (1.820 miliardi di dollari) Brasile (1.770 miliardi di dollari) Canada (1.550 miliardi di dollari) Ma la vera dominatrice à l’Asia: essa rappresenta più di un terzo del PIL mondiale (33,84%) e supera di gran lunga il Nord America (27,95%). L’Europa è al terzo posto e conta per oltre un quinto del PIL mondiale (21,37%). Insieme queste tre regioni rappresentano l’83,16% del PIL mondiale.

Leggi di più su https://it.insider.pro/infographics/2017-03-03/come-si-divide-il-pil-mondiale/
Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Banca Mondiale a febbraio, gli Stati Uniti restano la più grande economia del mondo. Il prodotto interno lordo degli Stati Uniti è quasi un quarto di quello mondiale (24,3%), quasi il 10% in più rispetto alla Cina (14,8%) e il 18% in più rispetto al Giappone (5,9%). Questi primi 10 paesi del mondo: Stati Uniti (18.030 miliardi di dollari) Cina (11.000 miliardi di dollari) Giappone (4.380 miliardi di dollari) Germania (3.360 miliardi di dollari) Regno Unito (2.860 miliardi di dollari) Francia (2.420 miliardi di dollari) India (2.090 miliardi di dollari) Italia (1.820 miliardi di dollari) Brasile (1.770 miliardi di dollari) Canada (1.550 miliardi di dollari) Ma la vera dominatrice à l’Asia: essa rappresenta più di un terzo del PIL mondiale (33,84%) e supera di gran lunga il Nord America (27,95%). L’Europa è al terzo posto e conta per oltre un quinto del PIL mondiale (21,37%). Insieme queste tre regioni rappresentano l’83,16% del PIL mondiale.

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giovedì 9 marzo 2017

VECCHIO E' MEGLIO!! QUANDO LA TECNOLOGIA PEGGIORA LA VITA...

SONY PLAYSTATION 1

Sono ancora molte le persone, che per un motivo o per l'altro, sono rimaste legate alle vecchie abitudini, soprattutto per quello che riguarda l'elettronica. Ragazzi che ancora giocano con vecchie consolle, come l'indimenticabile Playstation1, considerata ancora oggi una delle migliori, soprattutto per i meravigliosi giochi che proponeva (magari non erano un granchè a livello grafico, ma per il resto erano stupendi!) 

NOKIA 3310

Oppure basta anche pensare all’entusiasmo con il quale è stato accolto il ritorno del Nokia 3310 (sapete tutti di cosa parlo: quel mattoncino di plastica con 12 tasti, uno schermo che non si rompeva mai e quella batteria infinita, che è stato l’icona di un’epoca). 
 In parte, senza dubbio, è stata una questione di nostalgia. Ma è stato anche perché il 3310 “funzionava”. Sono infatti molti i difetti dei moderni smartphone.  Il riconoscimento delle impronte digitali della Apple che non va proprio bene, come anche il correttore. E sono poche batterie che durano come dovrebbero, nel senso che arrivano a fine giornata.

Se usiamo il metro di valutazione più comune – quante cose ci permette di fare – la tecnologia di consumo diventa sempre più strabiliante. Ma se quel metro diventa l’affidabilità, sembra che stiamo tornando indietro...



LIBRI E VINILI


NEGOZIO DI VINILI
VINILE SUL GIRADISCHI










I prodotti analogici stanno tornando o comunque si rifiutano caparbiamente di morire. Vogliamo parlare dei  dischi in vinile?! Sono di nuovo molto ricercati e valgono ancora una "fracca" di soldi! I "libri di carta" sono tuttora molto più diffusi degli ebook; e quanti di noi sul lavoro portano ancora con se quel piccolo blocchetto? Praticissimo.. quando abbiamo bisogno di scrivere qualcosa prima di dimenticarcene o semplicemente dobbiamo prendere appunti, lo tiriamo fuori e in un baleno abbiamo fatto!
   

"L’analogico ci impone di prendere una decisione, mentre il digitale continua ad allettarci con la promessa della perfezione e della scelta infinita"

TABLET
Più che essere una pura e semplice moda, questo dimostra quanto sono apprezzati gli oggetti più semplici che fanno meno cose. Diversamente da quando stiamo leggendo su un tablet o su un monitor di un computer, se abbiamo in mano un libro non siamo tentati di cliccare su qualcos’altro quando la storia si fa meno appassionante. Su un quaderno è più difficile riformulare una frase rispetto a Word, perciò smettiamo di avere dubbi e continuiamo a scrivere. Le foto non digitali sono più difficili da ritoccare. 
In poche parole, l’analogico ci impone di prendere una decisione – se leggere quel libro, scrivere quella frase, scattare quella foto – mentre il digitale continua ad allettarci con la promessa della perfezione e della scelta infinita. Quindi il problema non è che la Apple non ha ancora perfezionato il riconoscimento delle impronte digitali (o qualsiasi altra cosa), ma che la traiettoria che sta seguendo, quella verso un congegno che fa tutto perfettamente,  ha un obiettivo irraggiungibile e quindi è destinata a non soddisfarci mai.

  


NEL MONDO DELL'ASTRAZIONE

Dietro tutto questo c’è il fatto che, anche se crediamo di vivere in una società materialista, ma in realtà,  non siamo abbastanza materialisti. Anzi, abbiamo standard di giudizio piuttosto bassi sugli oggetti che otteniamo in cambio del nostro denaro e sulla qualità delle esperienze sensoriali che ci offrono. Grazie a internet e alla pubblicità, che ci vendono una promessa di felicità e successo piuttosto che gli oggetti stessi, viviamo sempre più nel mondo dell’astrazione. Gli oggetti in sé spesso non valgono nulla.