Chi si avvicina al biologico fa una scelta di vita che coinvolge a 360°. È una questione di consapevolezza e
responsabilità. Non solo il cibo, ma anche la casa e la sua gestione,
diventano parte del progetto: ridurre il più possibile in nostro impatto
sul Pianeta
Progettare e costruire edifici e spazi di qualità tenendo conto di tutti gli aspetti ecologici relativi alla scelta dei materiali e all’uso delle risorse naturali,
nell’ottica della salvaguardia dell’ambiente, del risparmio energetico e
della tutela del benessere dell’individuo . Questa è
la bioarchitettura.
Chi guarda al biologico, vorrebbe vivere in una casa
interamente costruita secondo i criteri della bioarchitettura e della bioedilizia,
ma questo è possibile soltanto nel caso in cui si affronti una
ristrutturazione radicale o si costruisca da zero. In questo caso,
addirittura, si potrebbe puntare ad avere una casa passiva, cioè un edificio a bassissimo consumo energetico ed elevato potenziale termico isolante.
Se all’orizzonte non ci sono lavori in vista, è comunque
possibile vivere in modo più sano e responsabile, per noi e
per l’ambiente che ci ospita. Ecco qualche consiglio per
rendere la nostra casa ecosostenibile:
1. Date un taglio alla bolletta della luce
Sostituendo tutte le lampade possibili con quelle a LED.
Costano di più, ma durano fino a 25mila ore e permettono
un importante risparmio energetico, fino al 90% rispetto alle vecchie lampadine a incandescenza.
2. Stop allo standby
Legambiente
ha calcolato che le apparecchiature collegate alla rete consumano l’11%
dell’elettricità di una casa, con un costo medio di circa 70 euro
l’anno a famiglia. Di tanto in tanto, fate un giro per casa e staccate dalla corrente tutto ciò che non serve sia collegato.
Attenzione soprattutto alle consolle dei videogiochi e alle macchinette
del caffè. Gli esperti
consigliano di utilizzare multiprese con interruttore, per velocizzare e
semplificare l’impresa. In commercio esistono anche multiprese che
sganciano automaticamente dalla rete gli apparecchi in modalità standby.
3. Quanti + nell’etichetta?
Se
serve un nuovo elettrodomestico, non fatevi sfuggire l’occasione per
acquistarne uno tecnologicamente avanzato, più efficiente e più
sostenibile. In Italia gli elettrodomestici bianchi (lavatrice,
lavastoviglie, frigorifero) incidono circa del 60% sul consumo
domestico. L’etichetta energetica degli apparecchi è un ottimo punto di
partenza per fare la scelta giusta: le classi A+, A++ e A+++ sono le più virtuose
per efficienza energetica e permettono un maggior risparmio, sia
ecologico, sia economico. E non dimenticate di farle partire solo a
pieno carico.
4. Occhio al riscaldamento.
Basta abbassare di poco
la temperatura domestica per ridurre del
10-20% il fabbisogno energetico per il riscaldamento. Se il riscaldamento è autonomo, ricordatevi
di impostare il timer in modo da riscaldare l’ambiente solo quando è
abitato. Se è condominiale, regolate le valvole termostatiche
sui termosifoni in base a come e quando viene vissuto ciascun ambiente:
la valvola si chiude automaticamente quando la temperatura si avvicina a
quella desiderata
5. Migliorate l’isolamento
Se non state pensando a una
vera e propria ristrutturazione, è comunque possibile pensare a un
intervento soft: rinnovate le pareti interne della casa scegliendo un intonaco termico, meglio a base di calce, gesso, sughero e argilla, più naturali. Per imbiancare, preferite pitture e vernici ecologiche, compatibili con il ciclo termico applicato (chiedete a un tecnico qualificato).
6. Uno sguardo alle finestre
Finestre e vetrate
sono una voce importante in tema isolamento domestico e, se sostituite
con serramenti ad alta efficienza, possono ridurre del 33% il fabbisogno
elettrico di tutta l’abitazione. Questo è un buon momento per intervenire, visto che per tutto il 2017 è
prevista una detrazione dall’Irpef pari al 65% dalle
spese sostenute per interventi che aumentano il livello di efficienza
energetica degli edifici esistenti: riduzione del
fabbisogno energetico per il riscaldamento, miglioramento termico
dell’edificio (coibentazioni, pavimenti, finestre comprensive di
infissi), installazione di pannelli solari e sostituzione degli impianti
di climatizzazione invernale. Info: Agenzia delle Entrate.
7. Chiudete i rubinetti
Sarà perché in Italia
non abbiamo mai avuto problemi di disponibilità di acqua, ma una cosa è
sicura, ne sprechiamo troppa! Mentre spazzolate i denti, insaponate i capelli o le stoviglie in cucina, chiudete l’acqua! Preferite la doccia al bagno.
Risparmierete circa il 50% d’acqua! Fate attenzione anche allo
sciacquone: se avete il passo rapido, lasciatelo aperto il tempo
strettamente necessario, se avete uno scarico con 2 bottoni premete
quello con il flusso d’acqua necessario. Sostituire uno scarico
monotasto è un intervento semplice e poco oneroso, che vi porterà un
notevole risparmio idrico. Così come l’applicazione di un semplice frangigetto ai rubinetti esistenti per arricchire l’acqua con aria, riducendone drasticamente lo spreco.
LEGGI ANCHE: Consigli utili per risparmiare acqua
8. Differenziate
I rifiuti diventano invece una risorsa se vengono differenziati in
maniera corretta, dando vita a nuovi oggetti riciclati
e quindi ecosostenibili. Organizzate uno spazio, se
possibile sul balcone, per raccogliere vetro, carta, plastica, umido e
generico. Siate ordinati e smaltite spesso quel che avete raccolto.
Ricordatevi anche di raccogliere l’olio alimentare esausto
e di non gettarlo mai negli scarichi: provoca enormi danni ambientali,
sia nelle acque, sia nei terreni. Si può raccogliere in bottiglie di
plastica e conferire nelle appositi contenitori a campana (purtroppo
rari sul territorio) o nei centri di raccolta.
9. Compostate.
Se siete sostenitori del vivere sostenibile potrete cimentarvi in questa gratificante e
semplice attività, anche se avete a disposizione solo un piccolo
balcone. Chi ha più spazio può trovare in commercio apposite
compostiere, ma il principio è lo stesso.
Per iniziare basta un vaso della
dimensione di un secchio, forato alla base e appoggiato su un sotto vaso.
Potete raccogliere scarti del verde (fiori e foglie
secchi, rametti), scarti di frutta e verdura, gusci di frutta secca,
gusci d’uova ed eventualmente anche
carta, basta che non sia plastificata. Evitate carne e pesce, per scongiurare cattivi odori. Dopo
5/6 mesi inizierà a formarsi il terriccio e, dopo un anno, il compost
maturo per nutrire fiori e piante.
10. Cambiate detersivi
Preferite detersivi e detergenti
ecologici e biologici, ottenuti da materie prime vegetali al 100% e profumati con oli essenziali naturali. Gli eco detergenti rispettano l’uomo e l’ambiente perché sono biodegradabili.
Il tentativo di sbarazzarsi del "cash" sta incontrando ostacoli ovunque.
La grande diffusione di carte di credito e
sistemi di pagamento digitali sta progressivamente riducendo l’uso di
denaro contante. Secondo la società di ricerche di mercato Euromonitor
International, nel 2016 per la prima volta , il volume dei pagamenti
cash (leciti) a livello mondiale è stato inferiore a quello con carte di
credito e di debito.
Nonostante ciò, rileva il Wall Street Journal,
la quantità di banconote e monete in circolazione continua a crescere:
il contante incide oggi per l’8,6% del Pil negli Stati Uniti, il livello
più alto dall’inizio degli anni Cinquanta. E Australia, Europa e
Giappone registrano andamenti analoghi.
Alla base del fenomeno c’è, con ogni probabilità,
una fiorente economia del sommerso che si nutre di evasione fiscale, dei
proventi del crimine organizzato e del finanziamento del terrorismo.
Una interpretazione che trova conferma in un report di Europol del 2015
intitolato Why is Cash Still King? (Perché il contante regna sovrano?). «Se tra i consumatori il contante sta lentamente
perdendo posizioni», scrive l’agenzia, «tra i criminali resta ancora la
prima scelta». Secondo uno studio condotto da Friedrich Schneider,
economista dell’Università di Linz, nel 2015 il sommerso era pari al
18% del Pil in Europa e all’8% negli Usa, in Australia e in Giappone.
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La Fed (Federal reserve system) è da tempo a conoscenza del fatto che la
maggior parte delle banconote da 100 dollari in circolazione, per un
valore di 1.150 miliardi di dollari, sono
impiegate fuori dall’America. «Non serve essere un genio per capire che
vengono usate per finanziare attività illecite», ha dichiarato Alan
Blinder, economista della Princeton University e ex vice presidente
della Federal Reserve.
Proprio questa consapevolezza è alla base di una serie di iniziative tese a limitare l’uso del contante. L’economista di Harvard Kenneth Rogoff, nel libro The Curse of Cash,
ha proposto la graduale eliminazione delle banconote da 50 e 100
dollari. L’Europa ha deciso di eliminare gradualmente i tagli da 500
euro. In India il premier Modi ha ordinato il ritiro di tutte le
banconote da 500 e 1.000 rupie entro lo scorso 31 dicembre. Iniziative
analoghe sono state adottate in Corea del Sud e Venezuela.
Il tentativo di sbarazzarsi del contante sta tuttavia
incontrando ostacoli ovunque. L’India ha dovuto reintrodurre in parte i
tagli aboliti per andare incontro alle crescenti difficoltà di spesa
della popolazione rurale, poco avvezza ai sistemi di pagamento
elettronico. Ragioni analoghe hanno fin qui indotto gli Usa a
rinunciare a ritirare i tagli da 100 dollari: l’8% degli americani non
possiede conti correnti e non potrebbero far fronte a un’economia senza
contante.
Di recente l’industria della marijuana si sta sviluppando a gran velocità e le azioni delle società del settore crescono a ritmi record.
La ragione per questa crescita rapida delle azioni è l’incremento delle vendite. Secondo la società di ricerca ArcView, nel 2016 le vendite di marijuana legale nel Nord America sono cresciute del 34%, a 6.9 miliardi di dollari. La società di investimento Cowen & Co. ritiene che entro il 2026 questa cifra arriverà a 50 miliardi (e con una crescita annuale di almeno il 23%). Tassi di crescita simili sono intriganti sia per le imprese che per gli investitori.
La ragione principale di questa crescita è il crescente supporto da parte del pubblico nei confronti della legalizzazione della marijuana. Secondi un sondaggio di CBS News, nel quale hanno preso parte oltre 1.000 persone, il 61% degli americani supporta la legalizzazione della sostanza, contro un 33% di contrari. Allo stesso tempo, l’88% dei rispondenti ritiene giusta la legalizzazione universale della marijuana terapeutica.
Altri dati interessanti emergono dallo studio. Il 3% dei rispondenti considera l’alcol più dannoso della marijuana (mentre solo il 7% pensa il contrario). Mentre in correlazione con i crimini violenti:
-il 23% è sicuro che le droghe portano a un aumento dei crimini violenti;
-il 22% al contrario, pensa che l’uso di marijuana riduce il numero di crimini;
-il 49% ritiene che non esiste nessuna relazione tra i due fenomeni.
Al momento otto stati USA hanno legalizzato l’uso della marijuana ricreativa. E le autorità canadesi stanno considerando la piena legalizzazione della droga leggera.
La prima auto volante del mondo può essere ordinata, ma sarà necessaria una patente da pilota per volteggiare in cielo con il veicolo ibrido. E anche disporre di un bel po' di soldi!
AeroMobil ha svelato la sua auto volante per la prima volta nel 2014, ma adesso è finalmente pronta per essere presentata al salone automobilistico di Top Marques a Monte Carlo. Può già essere ordinata, ma sarà necessario attendere fino al 2020 per la consegna.
Il mezzo rivoluzionario può essere utilizzato sia come un’auto, sia come un velivolo, ma per poterne sfruttare tutte le potenzialità sarà necessaria una patente di pilota. Il veicolo è un vero e proprio incrocio fra un aereo e un' auto. Possiede le ruote per circolare su strada, ma anche il classico muso allungato degli aerei e delle ali pieghevoli per volare. La trasformazione da auto ad aereo richiede meno di tre minuti e la sua autonomia è di 700 km in strada e 750 in volo. Passa da 0 a 100 km/h in 10 secondi e può raggiungere i 160 km/h su strada e i 295 km/h in aria.
"AeroMobil dimezza quindi i tempi dei viaggi rispetto alle normali alternative di volo, mentre il suo potente motore permette un uso più efficiente dell’energia rispetto alla maggior parte degli elicotteri civili e dei droni personali”, sostiene il sito di AeroMobil.
AeroMobil Flying Car gode di una propulsione termica per mezzo di un motore boxer turbo a quattro cilindri. Nella modalità di volo AeroMobil dispone di 300 cavalli, mentre su strada è un sistema ibrido elettrico. Il generatore è lo stesso che fa volare il veicolo, mentre a terra invia energia a un paio di motori elettrici che si trovano sull’asse anteriore. AeroMobil produrrà 500 modelli che verranno venduti a un prezzo tra 1,3 e 1,6 milioni di dollari. Davvero una bella spesa!!