Dopo Boston e Roma, anche Amburgo e Budapest rinunciano a ospitare i Giochi Olimpici del 2024. Alla base ci sono motivi economici e un modello imposto dal CIO non sostenibile.
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| Il logo delle Olimpiadi |
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| Pierre De Coubertin |
Ma perché sta succedendo tutto questo? Il motivo principale riguarda, senza ombra di dubbio, l'aspetto economico . Uno studio condotto dalla Business School dell’Unviversità di Oxford rivela che nel periodo che va dal 1960 al 2016, il superamento del costo medio è stato del 156%. Tale over budgeting è cresciuto esponenzialmente andando avanti con gli anni, al punto che per le prossime Olimpiadi di Tokyo (2020) i costi sono quadruplicati rispetto alle previsioni iniziali.
Tutto questo nonostante non manchino gli sponsor, come pure i diritti di
trasmissione tv. Recentemente Comcast, la società madre di NBC
Universal, ha pagato l’enorme cifra di 7,75 miliardi di dollari per l’esclusiva televisiva per il periodo 2022-2032: c’è però da dire, che solo il 30% dei ricavi televisivi vanno al paese ospitante, tutto il resto se lo prende il CIO (Comitato Olimpico Internazionale). L’ultima città ad essersi accaparrata il 69% dei ricavi tv è stata nel 1992 Barcellona; da allora il Comitato Olimpico ha cambiato le regole, rendendo sempre meno sostenibile il modello economico per la città ospitante.
Ma torniamo nel presente e cerchiamo di capire quali sono le soluzioni che si prospettano per risolvere questa "fuga delle città". Innanzitutto modificare il modello esistente del Comitato e concedere una quota maggiore degli introiti alla città ospitante o, quantomeno, la promessa di coprire una parte del superamento dell’over budget.
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| Sede del Fondo Monetario Internazionale a Washington |



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